Attività teatrale

 MASCHERE 

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...le maschere come riproduzione della propria immagine, come oggetto decorativo e teatrale.

"Nella tradizione teatrale greca, le maschere rappresentano un aspetto importante della drammaticità delle tragedie elleniche perché portano con se tutto il sapore di una tradizione millenaria. L’attore, in greco SHTIRKOPU, è colui che porta la maschera : maschere come simboli di stati d’animo, come simboli espressivi di caratteri e situazioni da enfatizzare".

 

TECNICA DI REALIZZAZIONE 

 

1. Creare un modello in creta:

anche se tutti partono da un identico volume di base di creta, tutti arrivano a creare la propria  opera, personale e unica


2. Fare lo stampo in gesso:

il gesso liquido viene colato sul nuovo modello in creta. Quando si solidifica ne prende l'impronta in negativo

3. Produrre la maschera in cartapesta:

liberato lo stampo dalla creta se ne ricopre l'interno con più strati di una speciale carta, bagnata e incollata. Gli strati, pressati bene con le dita, diventano una cosa sola: la maschera grezza

4. Estrarre la maschera in cartapesta:

una volta asciutta, questa viene estratta dallo stampo

5. La decorazione:
imbiancata la maschera grezza, si passa alla decorazione: tempere, acquarelli, vernici, foglia d'oro e d'argento, cera d'api.

 

 

SCENARI TEATRALI 

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 LABORATORIO TEATRALE 

Francesco Orefice ha sperimentato tecniche grafiche, pittoriche e plastiche che, nello sforzo di valorizzare le possibilità espressive di ogni suo allievo, ha reso attuale e viva una tradizione di immagine che costituisce un elemento essenziale nella nostra civiltà. Pertanto le sue esperienze personali sono sempre state proiettate in un approfondimento delle conoscenze del mondo figurativo, con analisi e visite al patrimonio storico ed artistico nazionale e internazionale. L'artista ha utilizzato una lunga e fruttuosa esperienza didattica, come professore di disegno che, con nota professionalità, l'ha fatto conoscere ed apprezzare non solo nell'ambito calabrese, dove vive da anni, ma nell'intero panorama nazionale e internazionale. Ha progettato e realizzato per oltre un decennio un laboratorio teatrale in seno all'istituto presso cui ha insegnato per molti anni, trasmettendo ai suoi alunni le varie tecniche artistiche che hanno consentito agli stessi allievi di realizzare incisioni in adigrafia e linoleografia, lavori pirografici, lavori in materiale plastico, sbalzi su rame, quadri ad olio, acquarello, acrilico e tempera, mosaici, dipinti su vetro, scenari teatrali, fumetti, maschere in cartapesta, decorazioni in genere. L’esperienza del tempo prolungato lo ha portato a stare accanto ai ragazzi in ambiti anche pomeridiani ad essere quindi più vicino a loro, più attento alle loro esigenze, più sensibile alla loro crescita umana e culturale. Da buon educatore si è reso conto che doveva proporre nuovi itinerari didattici, nuovi strumenti per l’elaborazione di valori alti, rispetto a quelli già interiorizzati in esperienze passate, per stimolare sempre nuovi interessi nei ragazzi e promuovere competenze e quelle abilità sociali di gruppo, indispensabili nel rapporto relazionale della classe. Nacque così l’idea di curare un laboratorio teatrale, nell’esigenza anche di realizzare attività interdisciplinari, occasioni d’incontro tra docenti e discenti con l’obiettivo di potenziare la trasversalità di un genere letterario antico come il mondo pregnante di cultura: il teatro. La recitazione ha avvicinato i ragazzi all’affascinante mondo del teatro, stimolando creatività, fantasie, l’espressività corporea, coinvolgendoli creativamente, liberando potenzialità e consolidando così una conoscenza di se stessi, che li ha spinti a vincere la paura e la timidezza, freni inibitori presenti in molti ragazzi. Come itinerario didattico si è partiti, con l’insegnante di lettere storia e geografia, Prof.ssa Marisa Alacqua, moglie dell'artista, dallo studio della storia del periodo; poi si sono lette ballate, leggende, racconti di vario genere cercando di fare un tessuto fantastico su cui collocare un canovaccio originale cui ispirarsi per il copione. Parallelamente si sono approfondite le tematiche della storia del teatro antico e moderno. Per tutto l’anno i ragazzi hanno provato le singole scene che hanno costituito l’opera finale a cui è stato dato il titolo “Il TRAMONTO DELLE TENEBRE”VADE RETRO SATANA”, “CREPUSCOLO”, IL LATINO ANCORA TRA NOI”, “PULVISCOLO DI SOGNI”,”VOGLIA DI CAMBIARE”, “UNA DONNA, DUE BAMBINI, UN MAGGIORDOMO”, “LA PANCHINA”, MUSICAL: JESUS CHRISTE SUPER STAR, allenandosi in palestra con la preziosa collaborazione del maestro di danza Jula Molnar, ballerino e coreografo rumeno (opera di Bucarest) e del regista Lillo Zingaropoli, attore, regista conosciuto in ambito regionale e nazionale, che li aiutava a scegliere i movimenti più idonei per rappresentare i vari passaggi. Tali lavori sono stati rappresentati a livello, locale, regionale e nazionale nelle città  di Chiusi e Foligno.