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Recensioni |
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Antonio Malmo
Critico-
Corrispondente de “Il Pungolo” Membro della Redazione della Rivista “ACCADEMIA DI FIRENZE” Devo confessare che sono stato particolarmente colpito dalla
poliedrica personalità e dalla eccellente qualità delle opere
dell’artista Francesco Orefice. Certo anche se meno drammaticamente
che ne “L’URLO” del Munch, pure si avvertono nelle atmosfere da
lui dipinte, l’idea estrema del grido e l’angoscia esistenziale che
affiorano liricamente nella matrice del “soggetto paesaggio” con
grande sintesi di coinvolgimento.
(Caivano - NA - 2003)
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Angelo Di Lieto Il
"Silenzio" nelle opere dell'artista Francesco Orefice
L’Artista
Francesco Orefice, partendo da un punto reale della vita quotidiana,
attraverso sfumature, fughe, colorazioni vivaci posizionate nelle
diverse profondità di campo, crea, in perfetta armonia cromatica,
strutturazioni composite di notevole precisione, nelle quali gli
elementi realizzati convivono in uno spazio senza tempo e dove la forma
ed i segni s’illuminano nella piena luce solare. (Catanzaro 2003)
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Rino Boccaccini ...Francesco Orefice,che in questi giorni espone a “L’ANGOLO” di Catanzaro Lido, è un autentico protagonista del nostro tempo. Un tempo che egli suscita con la solidità e la corposità delle sue figure e dei suoi paesaggi. Un tempo che egli sente e vive intensamente e che,con fresca ideatività e morbidezza tonale, traduce, racconta tra leggenda e realtà. Una pittura forte, con una vena di simbolismo capace di destare una suggestione di immagini vibranti. Orefice introduce nelle sue opere una certa fermentazione di penetrante originalità dalla quale colore e spazio, prendono respiro, esprimendo i caratteri di una raffinata tecnica compositiva. Una pittura dal linguaggio sempre improntato alla coerenza e mai alla forma retorica. Una pittura che, nella specifica caratterizzazione dei contenuti ambientali, si fa autorevole portavoce di ansie e di attese... L'Eco di Ferrara (Ferrara 1977)
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Mario Domenico Storari ...La pittura di Francesco Orefice che definiamo onirica pur entrando nel suo Realismo Sociale, è costruita con oggetti familiari, ma compongono un rituale che è insieme nevrosi e magia. Essi costituiscono la struttura rappresentativa della coscienza. L’ambizione di questa pittura è quella di dilatare fino a un punto di astrazione concettuale gli oggetti assunti a pretesto del racconto. Le sue opere sono tecnicamente di alta levatura ad affrontare una tematica impegnativa dove è palese una cerebralità filosofica con aperture che propongono inquietanti interrogativi. Nello spazio, dove solitudine e malinconia coprono l’infinito, brandelli di umanità surreale viaggiano senza tempo e senza meta. Realtà che hanno perso ogni forma usuale pur conservando la materia tradizionale, oggetti e ricordi che indicano alla riflessione su un domani abbastanza vicino. Nei quadri di Orefice il colore, libera e spontanea materia di espressione, si aggruma in materia luminosa e illuminante, vibrante e varia in perenne divenire... (Cesena 1978)
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Enzo Angiuoni ...Nelle opere di Francesco Orefice una serie di paesaggi portano, al visitatore il sole, le luci, il respiro e la poesia della terra calabra; calore prospettiva,tagli dei quadri, che a guardarli ti portano sugli immensi orizzonti che lo spazio delimitato dalle cornici parrebbe escludere, fanno di ogni opera un racconto, un canto, cioè il dolce tormento che è nelle cose dalla cui rafferenza, restituisce un sorriso di delizia. Quadri di grande impegno come un paesaggio dilatato in un mondo infinito che domina una delle pareti lunghe, o tele di di minima dimensione dove sono fermati motivi con felice resa compositiva che fanno della pittura di Orefice una varietà di toni e voci da essere impressionanti ed allietati. Siamo dinanzi ad un pittore che esalta la vita per quanto nella vita è amore, commozione, musica . La pittura del maestro calabro-campano arriva al cuore di tutti... Verso il Futuro "Mensile di cronaca cultura ed arte" (Avellino 1976)
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Nino Scalisi ...Potremmo definire ancora questo pittore un poeta: poeta che colora poesie sulle tele e che partendo dalla Terra trasloca per il Cosmo. Gli artisti autentici del resto tentano il cielo, tengono soprattutto ad “estrarsi” (almeno nei loro momenti ispirativi, perché del resto sono uomini) da ciò che è solamente terreno; interessi, commercialismo, pensieri contigenti ed inevitabili della loro esistenza, imposizioni sociali, ecologici, partitici, ecc…. Anelano a rinnovamenti più sostanziali ed eccelsi. Questi come il nostro “protagonista”, sono gli uomini ispirati per eccellenza, uomini che fanno dell’arte veramente con risultati evidenti, tangibili, di un certo assodato valore... I Protagonisti della pittura europea contemporanea (Campobasso 1978)
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Silvano Motta …Nell’ordine compositario delle strutture delle strutture tecniche risiede e si armonizza la bravura di Francesco Orefice. La linearità dei temi, la ricerca delle proporzioni ad ogni costo, le quadrature coloristiche dei toni appena sensibilizzati; costituiscono il punto di partenza di ogni arte che si perfeziona e si concretizza solo col tempo, per cui l’arte di Francesco Orefice, costituisce al momento un punto di partenza e non di arrivo. Pertanto, solo un’analisi accurata dei presupposti certamente positivi, anche se operano quel senso di distacco dalle sensazioni primarie di un’arte evoluta fatta non di sola ragione, ma di impulsi interiori che danno forza soggettiva e immediatezza comunicativa, ci può dare l’essenza attraverso la quale percepire le doti naturali di questo artista indubbiamente validi, e il costruttivismo della Sua pittura che comunque resta sempre legata ad una buona scuola… (Messina 1975)
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Vanni Riva ...La ricerca di un colore che concorra a determinare i presupposti di uno sviluppo che non sia di essenza contemplativa, anche quando per caso indugi a sensibilizzare emozioni, diviene per Francesco Orefice mezzo di disciplina formale e insieme di indagine. La visione dell’artista rientra in un realismo che si aggira intorno alla esperienza tonale con una costruzione ricercata verso la saldezza dell’impianto disegnativi nei suoi piani costruttivi... (Messina 1975)
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Carlo Conrotto ...Un barlume di speranza in un domani migliore, l’Orefice lo evidenzia con un uso sapiente di quei toni bianchi nelle sue opere fatte sia di tenui colori che di foschi bruni sulla base dell’azzurro che egli predilige, e con essi, egli fissa sulla tela sia lontane casupole o microscopiche città dell’amore, sia orizzonti lontani ma che potranno essere raggiunti anche agevolmente… (Avellino 1978)
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Lucio Barbera ...L’artista non si limita all’interpretazione del vero, di ciò che appartiene all’esperienza concreta, ma si avvale della pittura e dell’oggetto pittorico per comunicare un proprio messaggio… (Messina 1976)
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Giuseppe Martucci ...Molto sentito lo spazio nelle sue figure, che si esprimono con efficace limpidezza simbolica nella soggettualità della ricerca. Non osserva disarmonia di colore nelle immagini, ma più una realizzazione di luce che vezzeggia una fresca liricità intimistica e reale nel contempo… (Milano 1976)
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Nino Ferraù …Ama la libertà come prima condizione dell’arte, ma non accetta il disordine, la mostruosità, il capriccio, a nome di una presunta sperimentazione... (Messina 1975)
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Nino Scalisi ...Potremmo definire ancora questo pittore un poeta: poeta che colora poesie sulle tele e che partendo dalla terra trasloca per il Cosmo. Gli artisti autentici del resto tentano il cielo, tengono soprattutto ad “astrarsi”…
(Campobasso 1978)
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Giusi Verbaro Cipollina ...E’ la sua vicenda esistenziale che a mio parere , il pittore persegue nei suoi lavori, una vicenda in cui si integrano uomini e cose, penetrata con vigore d’artista e con sofferta partecipazione d’uomo. C’è nella sua pittura un chiaro riflesso di filosofia naturalistica non priva di una scoperta religiosità del tempo filtrata attraverso messaggi di silenzioso disinganno. Se la natura è infatti il tema dei suoi lavori, celato tra i suoi pennelli vi è l’uomo che tale natura ha manipolato, trasformato, inquinato… (Catanzaro 1978)
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Toni Iermano ...Nei quadri di Orefice, soprattutto in quelli di carattere archeologico, si ritrova l’angoscia esistenziale del mondo contemporaneo e la ricerca, quasi la tentazione del tempo perduto. La tematica del passato, il continuo confrontarsi con il presente, l’angoscia del futuro, la presenza mistica della donna sono i tratti caratterizzanti della poetica di Orefice... (Avellino 1976)
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Antonio Palumbo ...Nella pittura di Francesco Orefice la dimensione dell’uomo assume un significato che dà il senso ad una realtà al di fuori di ogni convenienza e di ogni ismo di turno… (Catanzaro 1976)
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Pasquale Talarico ...Nelle opere di ultima generazione in particolare appare chiara e si coglie anche abbastanza facilmente l’angoscia ed il grande senso di umana solidarietà e fratellanza verso creature in parte vere ed in parte immaginarie, dove l’artista forse si rifugia volentieri e trova conforto per sfuggire per quanto possibile all’inarrestabile furia della realtà virtuale, delle falsità, della corruzione e dell’assurdo mondo dell’umana ipocrisia contemporanea… (Catanzaro 2001)
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Giuseppe Talarico ...Così gli spettatori che visitano una mostra, sono presi letteralmente dalla bellezza delle sue composizioni, per cui diventa estremamente facile parlare d’arte, di paesaggi, di fiori, composizioni di vita dimenticata di antichi personaggi, che oggi sono dimenticati o spariti…
(Catanzaro 2000)
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Antonio Caggiano ...Oggetti, figure, ambienti, dove il primo piano di un nudo delicato irrompe simbolicamente a significare l’imponenza e la grazia architettonica di un monumento o di una chiesa , oppure le combinazioni di elementi diversi, fra gli oggetti del passato e quelli del momento, insieme all’archeologico e al quotidiano, innestando un delicato orfismo della materia e tutto si compone e si determina come un racconto eterno di vita, di passioni, di momenti, e vi scorre l’emblematica di come siamo stati o siamo… (Ferrara 2002)
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Giampaolo Palumbo ...Orefice è il poeta degli spazi ampi e profondi, degli squarci di vita vera, vissuta, degli intensi aneliti di libertà, conquistato col frutto di tanti sacrifici.Orefice ha attinto dalle sue due terre l’amore per la natura, la predisposizione a comporre le cose semplici di ogni giorno. Il suo è un messaggio umanitario, ecologico, teso allo sviluppo di un mondo nuovo, migliore, coerenti ai “concetti” del Creato, ma che sia soprattutto libero da ogni soggezione e tendenza distruttiva… (Avellino)
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